Ospiti internazionali per un cluster di parole chiave che definiscano nuovi scenari progettuali.
Luna Todaro, ceo e direttore didattico Quasar: “Come accademia, è nostro compito proiettare gli allievi in un futuro che sia costruttivo”
Il futuro come opportunità e scenario progettuale, per andare oltre la visione distopica che, tra emergenze ambientali, geopolitiche ed economiche, domina il racconto dei media. Torna Bring Forward. Parole dal futuro. La rassegna di Quasar Institute for Advanced Design a cura di Paolo Casicci prende il via mercoledì 15 novembre con il primo degli otto talk ospitati dall’accademia romana del progetto, punto di riferimento dal 1987 dei creativi della Capitale. L’ospite del primo incontro, dal titolo Satira e architettura, è Alvar Aaltissimo, al secolo Fabrizio Esposito, creatore del profilo social popolarissimo col quale Aaltissimo/Esposito racconta l’architettura internazionale, le sue dinamiche e contraddizioni in forma di illustrazioni, meme e progetti surreali.
Mai come in questo momento storico la percezione collettiva del futuro è segnata da scenari apocalittici. La crisi ambientale e quella energetica, insieme all’emergenza geopolitica, hanno imposto negli ultimi anni una narrazione del futuro totalmente negativa. Possiamo lasciare che il futuro sia presidiato soltanto da visioni di catastrofi e distopie?
Quasar Institute for Advanced Design torna con la seconda edizione di Bring Forward. Parole dal futuro per ristabilire un equilibrio nella narrazione degli scenari verso cui l’umanità va incontro, che non sono soltanto quelli distruttivi suggeriti dalle emergenze diffuse a tutti i livelli.
Osserva Luna Todaro, ceo e direttrice didattica di QIAD: “Quasar Institute for Advanced Design è un’Accademia e, in quanto tale, ha nel proprio DNA la missione di progettare e di proiettare gli studenti verso il loro futuro professionale. Progettare il futuro non vuol dire soltanto anticipare i tempi e le sfide di un mondo in continua evoluzione e sperimentare nuove realtà con tecnologie innovative, ma soprattutto fare tesoro dell’esperienza del passato, quella che con trentasei anni di storia alle spalle il QIAD offre ogni giorno alle nuove generazioni”.
“La rassegna prende il nome da un comando dei principali software di progettazione che serve a portare in primo piano le geometrie” spiega il curatore, Paolo Casicci. “Il ciclo di talk vuole infatti far emergere come la progettualità e il design in senso lato siano gli strumenti a disposizione dell’essere umano per riorientare un destino che non è ineluttabile”.
Gli ospiti e i temi scelti per la rassegna provengono da universi progettuali differenti e distanti tra di loro, nell’intento di ridefinire cluster di parole chiave multidisciplinari, dall’arte alla filosofia, passando per l’architettura e il linguaggio.