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Vaste Programme ospiti di Bring Forward il 27 marzo

Vaste Programme, duo di artisti nato nel 2017 dall’incontro tra Giulia Vigna e Leonardo Magrelli, saranno ospiti di Bring Forward. Parole al futuro, la rassegna a cura di Paolo Casicci, mercoledí 27 marzo alle ore 17,30, in un talk moderato da Camillo Pasquarelli, docente e coordinatore del Master di I livello in Game Design. 

Chi siete e da quanto lavorate insieme?

Ci siamo conosciuti nel 2016 in maniera abbastanza bizzarra. io (Giulia) ero appena tornata in Italia dopo qualche anno a Londra, e ho visto un progetto fotografico di Leonardo che mi ha molto colpita: meError. Ho deciso quindi di contattarlo e di proporgli di fare un progetto insieme.

Sorprendentemente Leonardo ha detto di si, ed abbiamo quindi iniziato a collaborare. Per i primi anni anche Alessandro Tini ha fatto parte del collettivo, e ci siamo poi separati quando si è trasferito a Berlino.

Fondamentalmente abbiamo imparato a conoscerci attraverso la nostra pratica artistica.

Come gestite la collaborazione e il lavoro in duo?

Tutti i nostri progetti devono inevitabilmente passare attraverso una fase di discussione e confronto. Questo, se da un lato rende impossibile operare sull’onda di un sentimento estemporaneo, dall’altro ci aiuta nel produrre (secondo noi) progetti che contengono spesso vari livelli di lettura, frutto proprio di questo continuo approfondimento e svisceramento verbale, che spesso riesce a portare il discorso a una conclusione diversa da quella iniziale.
Per noi questo intreccio di spunti e riflessioni è la parte più interessante della nostra collaborazione.

Qual è il vostro interesse per le nuove tecnologie, e in che maniera ci lavorate?

I primi progetti di vaste programme sono partiti dal nostro comune interesse per le immagini. Ci siamo presto resi conto che per parlare di immagini oggi è inevitabile parlare di tecnologia.
Le immagini che ci circondano nascono e vivono nel mondo tecnologico e digitale e di conseguenza il nostro interesse si è rapidamente spostato anche su questi ambiti.
Ci interessa nello specifico il modo in cui usiamo e ci interfacciamo con la tecnologia, specialmente da un punto di vista privo di particolari conoscenze tecniche e specialistiche.
Questo è stato tra l’altro uno degli spunti di riflessione che ci hanno spinto alla produzione di Gänzlich Unerreichbar, un lavoro del 2021 nel quale ragioniamo sull’uso delle intelligenze artificiali come fonti di conoscenza, sulle modalità di scambio e rielaborazione di dati che avvengono tra uomo e macchina, e sul fenomeno della black box.

 

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