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ApprofondimentiSound Design

Sound design: le origini antiche di un’arte moderna

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Per capire il mestiere e l’arte del sound design occorre fare un viaggio nel tempo diviso in tre tappe.

L’antica Grecia

La prima ci porta nell’antica Grecia, alle origini del teatro. Non abbiamo testimonianze in merito, ma è plausibile che molte delle azioni e delle situazioni rappresentate fossero sottolineate da effetti sonori prodotti al di fuori della scena.

È lecito immaginare che il deus ex machina che nella tragedia greca veniva calato sulla scena per fornire una svolta narrativa, venisse annunciato dal fragore di percussioni o altri oggetti addatti allo scopo.

D’altronde l’uso stesso delle maschere, atte a proiettare il suono verso il pubblico amplificando al contempo i tratti somatici e vocali dei personaggi, è emblematico dell’importanza che i Greci davano al suono nella rappresentazione teatrale.

Gli “Intonarumori”

La seconda fermata ci porta al 1913, quando Luigi Russolo, uno dei padri del Futurismo, nonché autore del saggio “L’arte dei rumori”, realizzò una bizzarra orchestra. Questa non era composta dagli strumenti tradizionali dell’orchestra sinfonica, bensì da scatole di legno su cui era inserito un altoparlante di cartone o metallo.

Questi strumenti vennero chiamati Intonarumori. All’interno ingranaggi, ruote e materiali vari venivano messi in moto da manovelle azionate dall’esecutore, che tramite una leva poteva anche controllare l’intonazione dei suoni prodotti. L’intuizione di Russolo fu quella di trasformare i rumori in musica, superando l’egemonia degli strumenti musicali tradizionali, ormai pienamente consolidati nella prassi compositiva.

Questa idea, che Russolo promosse attraverso concerti e collaborazioni con altri artisti, gettò le basi per le ricerche di Pierre Schaeffer che nella metà degli anni ’40 portarono in Francia alla nascita della Musique Concrète, colonna vertebrale della musica elettronica.

Suoni e rumori della vita di tutti i giorni vennero trasformati in “oggetti sonori”, timbri che una volta perso il loro collegamento con la fonte originaria, divenivano forme sonore pure, assurgendo al ruolo di strumenti musicali. I suoni, una volta registrati, venivano poi tagliati, montati e processati, dando vita a composizioni musicali spesso sorprendenti, in cui il mondo stesso diveniva un’orchestra fatta di voci parlanti, porte che cigolano, treni in corsa e molto altro.

Pierre-Schaeffer

Pierre Schaeffer

La musica elettronica pura

Contemporaneamente in Germania la musica elettronica percorreva la strada parallela della cosiddetta “musica elettronica pura”, basata sull’utilizzo dei sintetizzatori, strumenti elettronici analogici in grado di produrre timbri sulla base di voltaggi elettrici tramutati in segnali udibili. In qualche modo qui i suoni non venivano registrati e modificati, bensì “creati dal nulla” o per meglio dire, creati a partire da forme d’onda prodotte elettronicamente e successivamente modificate dallo stesso sintetizzatore.

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BBC Radiophonic Workshop, London 1958

In Inghilterra, nella metà degli anni ’50, grazie alla BBC la musica elettronica fa il suo ingresso nella radio, divenendo uno strumento per commentare la lettura di opere di Beckett ed altri autori ed entrando successivamente nella produzione di iconiche serie televisive come Dr. Who.

Continuando il suo percorso la musica elettronica è giunta ai nostri giorni ed è tuttora viva e vegeta, sia sul fronte accademico e cosiddetto colto, sia sul fronte commerciale.

A partite dagli anni ’60 infatti, le tecniche, gli strumenti e le procedure di questa forma d’arte hanno fatto ingresso nella musica pop ed in genere nella musica di consumo, e nel tempo hanno dato vita a innumerevoli generi e sottogeneri. Dai Beatles ai Nine Inch Nails e oltre, rumori quotidiani e timbri prodotti da sintetizzatori, fanno stabilmente parte della scatola degli attrezzi della produzione musicale.

Ma dove si inserisce in questa storia il sound design? Per capirlo dobbiamo riconnetterci ad un altro percorso, ad un’altra storia, quella del cinema.

Gli effetti sonori del cinema

Gli effetti sonori nel cinema sono antichi quanto il cinema sonoro. All’inizio venivano prodotti da rumoristi, artigiani spesso geniali cui non veniva riconosciuto più del rango di tecnici. Negli anni ’70 del Novecento però le cose cambiarono.

Il cinema di genere, le nuove cinematografie e i nuovi registi che ne furono al centro, spinsero la ricerca sonora verso frontiere inesplorate. Nacquero racconti e mondi mai visti ed ascoltati. Galassie lontane, futuri dispotici, creature mostruose, richiesero nuovi strumenti, nuove tecniche e nuovi talenti.

Gli strumenti e le tecniche divennero quelli già sperimentati e diffusi dalla musica elettronica e che nel cinema videro ulteriore sviluppo. I talenti invece, nomi del calibro di Walter Murch, Ben Burtt e molti altri. A questi dobbiamo la nascita del termine sound design, e della figura professionale del sound designer: un artista che contribuisce in modo sostanziale alla credibilità della finzione cinematografica attraverso le sue abilità nel campo della creatività applicata ai suoni.

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Ben Burtt durante la produzione del sound design
per il film “Star Wars”, 1977.

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Richard Devine, musicista elettronico e sound designer
alle prese con il suo “rig” di sintetizzatori

Il Sound Designer oggi

Oggi il sound designer è presente in innumerevoli settori: da quello musicale a quello delle installazioni immersive, a quello dello sviluppo di app e di prodotti tecnologici.

Ogni volta che inviamo un sms, visitiamo una mostra immersiva, assistiamo al decollo di un’astronave in un cinema o acceleriamo con la nostra automobile elettrica, ascoltiamo un storia antica come il teatro, eppure così nuova e in parte ancora da scrivere.

Furio Valitutti

Furio Valitutti

Docente di Sound Design e Progettazione Multimediale

Compositore, sound designer e chitarrista, lavora da anni per la RAI, scrivendo sigle e musiche di commento per vari programmi. Compone musiche e realizza sound design per installazioni multimediali, parchi divertimenti, videogiochi, cortometraggi, web series e cinema indipendente.

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