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Six Memos for the Next Millenium: il Wholesome Winter Workshop dedicato a Calvino

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Torna l’appuntamento più atteso dagli studenti e dai docenti del Quasar, il Wholesome Winter Workshop. Per due intere settimane – dal 12 al 23 febbraio – i partecipanti saranno coinvolti in lecture e lavori che si concentreranno su un tema attuale.

Il Workshop è ispirato a Italo Calvino, di cui si è da poco celebrato il centenario della nascita, e in particolare alla sua ultima opera, rimasta incompiuta: “Lezioni Americane”, a cui l’autore intendeva dare – più propriamente – il titolo “six memos for the next millennium”.

Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni?
Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili,
dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.

Italo Calvino

Benedetto Todaro, Direttore Scientifico del Quasar, introduce cosí il tema del workshop 2024:

Il Quasar di oggi ha una posizione sul design articolata che coinvolge aspetti materiali e aspetti immateriali in egual misura.

Ciò pone una sfida che consiste nel riuscire a governare una teoria complessiva del design valida per ciascuna delle sue multiformi applicazioni attraversandone gli aspetti fisici, materiali, tridimensionali, bidimensionali, ma anche (in alcuni casi che coinvolgono il tempo dell’azione) quadridimensionali così come quelli immateriali, adimensionali e purtuttavia altamente formali e comunicativi.

Perché interessarsi a una teoria unitaria quando ogni singolo campo operativo, ogni professione, ognuna delle materie oggetto della formazione di cui vi occupate potrebbe forse vivere di vita autonoma, senza dover render conto a nessuno delle proprie finalità, dei propri metodi, dei propri contenuti?

Perché affrontare e subire gli slings and arrows connessi al tentativo di tenere insieme il diavolo e l’acqua santa?

Esiste veramente uno spirito unitario del design? E se esiste sarà monoteista o piuttosto – per così dire – politeista?

Ecco che torna l’eterna questione delle due culture divaricate e conflittuali di cui si lamentava Charles Pierce Snow oltre sessanta anni fa (lui si riferiva alla separazione tra quella umanistica e quella scientifica, noi siamo forse messi peggio perché ogni branca del design – e sono tante – rivendica la propria autonomia quando non addirittura il primato sulle altre).

La scelta ogni anno di un tema unificante adottato dall’intero Istituto e inaugurato ufficialmente con il workshop, è il tentativo di non arrendersi a questa separazione tra culture, è –appunto – un piccolo contributo alla riunificazione.

Il progetto, ogni progetto, ogni prodotto della creatività porta con se una narrazione; di fatto progettare è come raccontare. Poco importa che l’autore voglia consapevolmente raccontare qualcosa o che il racconto nasca spontaneamente dal suo lavoro senza un’intenzione esplicita.

Noi ci esprimiamo sempre e comunque, persino con i silenzi esprimiamo qualcosa (esistono infatti i silenzi carichi di significato) con gli atteggiamenti, con la posizione delle mani, con gli sguardi…figuriamoci con i progetti creativi che sono la massima espressione della personalità.

Certo, siamo abituati a pensare che la professione del creativo serve a risolvere problemi pratici e che riuscire a soddisfare le richieste della committenza (ed esserne compensati) sia già un ottimo risultato. Potreste pensare quindi che un lavoro ben fatto sia sufficiente e che la narrazione dell’opera possa consistere semplicemente nell’esprimere “guarda come sono fatta bene!”

DOVE SI NASCONDE IL SEGRETO DELLA QUALITÀ ESPRESSIVA?

 

Su queste domande (e su altre simili) intende speculare il Workshop 2024 e per farlo assume come traccia ispiratrice l’ultima opera di Italo Calvino, rimasta incompiuta per la morte del Maestro: quella pubblicata come “Lezioni Americane” cui l’autore intendeva dare – più propriamente – il titolo “six memos for the next millennium” e di cui sono giunti a noi i primi cinque e il solo titolo del sesto.

Calvino già scrittore di fama mondiale, era stato invitato dall’Università di Harvard a tenere le Charles Eliot Norton Poetry Lectures nell’ anno accademico 1985/1986. Si trattava di sei lezioni su argomento a scelta del conferenziere e Calvino al riguardo dice:

“Vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio.”

Aargomento della sua riflessione sembra essere esclusivamente il linguaggio parlato e scritto, la letteratura. Ma é davvero cosí? A noi basterebbe sostituire la parola LETTERATURA con le parole COMUNICAZIONE VISIVA, ARCHITETTURA, GAMING o semplicemente PROGETTO e tutto torna perfettamente anche per i nostri fini.

Il fine delle lezioni calviniane (e anche il nostro) è dunque individuare, studiare e trasmettere alcuni valori (o qualità espressive) da segnalare come importanti per il futuro.

I valori espressivi che Calvino individua e segnala come rilevanti rintracciandoli e illustrandoli con esempi tratti dalla letteratura mondiale di ogni epoca possono apparire estremamente astratti, ma sono forti veicoli di espressione in grado di dare forma e carattere allo stile di chi li usa.

Hanno inoltre carattere universale e attraversano le diverse forme espressive potendo configurare opere letterarie, ma anche figurative informando di sé azioni e comportamenti. In sintesi possiamo dire che sono forme del pensiero creativo.

La possibilità di sfruttamento creativo di alcuni opposti valori ci offre lo spunto per strutturare il nostro lavoro nel workshop:

I valori segnalati da Calvino sono:

  1. La leggerezza
    Che chiama in causa il suo opposto: la pesantezza
  2. La rapidità
    Che chiama in causa il suo opposto: la lentezza
  3. La visibilità
    Che chiama in causa il suo opposto: l’invisibilità
  4. L’esattezza
    Che chiama in causa il suo opposto: la vaghezza
  5. La molteplicità
    Che chiama in causa il suo opposto: l’unicità

I gruppi di lavoro

 

Durante il Workshop gli studenti saranno divisi in 5 gruppi di lavoro, ognuno dei quali sará guidato da due docenti per tutte le giornate di lavoro.

Il workshop sarà inaugurato da alcune lecture di inquadramento e di avvio metodologico.
I lavori finali saranno valutati da una giuria composta da docenti dell’Istituto e da una rappresentanza degli studenti.

Ecco i 5 gruppi e i loro partecipanti. I temi sono stati assegnati per sorteggio, ed ogni gruppo é stato volutamente composto da studenti provenienti da diversi corsi di studio.

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Docenti Tutor:

Prof. Emiliano Auriemma
Prof. Alessandro Marinelli

Studenti:

Alessia GarbiniHabitat Design – 3º anno
Stefania PozzuoliHabitat Design – 1º anno
Luigi RuinaHabitat Design – 2º anno
Davide MazzoniGame Design – 2º anno
Chiara RomanoGrafica e Comunicazione visiva – 3º anno
Vanessa Di PalmaHabitat Design – 3º anno
Monia GelfusaHabitat Design – 1º anno
Darrell Japsay MoragaGame Design – 2º anno
Giovanni BarberioGrafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Giorgia NecciGrafica e Comunicazione visiva – 1º anno
Alessio VetriGame Design – 3º anno

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Docenti Tutor:

Prof.ssa Luna Todaro
Prof. Massimiliano Napoli

Studenti:

Claudio Casella Habitat Design – 3º anno
Emanuele MacaleHabitat Design – 1º anno
Aurora SalvatoreHabitat Design – 2º anno
Laura SalvatiGrafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Vittorio IoliGame Design – 3º anno
Simone Mezzabarba Grafica e Comunicazione visiva – 1º anno
Federica BaucoHabitat Design – 3º anno
Aurora RocchiHabitat Design – 1º anno
Gianmarco Romano – Grafica e Comunicazione visiva – 3º anno
Nicola ToggiGrafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Federico Marra – Game Design – 3º anno
Beatrice SorgenteHabitat Design – 1º anno

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Docenti Tutor:

Prof. Mauro Corsetti
Prof.ssa Ludovica Proietti

Studenti:

Julia Gomes Araujo Habitat Design – 3º anno
Camilla StandoliHabitat Design – 1º anno
Sofia AlibertiHabitat Design – 2º anno
Lisa Lucia Giorgio Grafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Marco GeroldiGame Design – 3º anno
Gabriele PeraroGrafica e Comunicazione visiva – 1º anno
Aurora MagrassiHabitat Design – 3º anno
Diego ManfrediHabitat Design – 1º anno
Erika PierdominiciHabitat Design – 2º anno
Leonardo SosoiGame Design – 2º anno
Camilla Cannuccia – Grafica e Comunicazione visiva- 1º anno
Costanza BartoliGrafica e Comunicazione visiva- 3º anno

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Docenti Tutor:

Prof. Camillo Pasquarelli
Prof. Furio Valitutti

Studenti:

Irene Dorizzi Habitat Design – 3º anno
Noah BarionoviHabitat Design – 1º anno
Nabilah SharafHabitat Design – 1º anno
Gianluca Contessa Grafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Lorenzo FavaleGame Design – 3º anno
Maria MaturiInteraction Design – 3º anno
Zoe Riotta – Habitat Design – 3º anno
Carlotta ColantuonoHabitat Design – 1º anno
Matteo RuinaGame Design – 2º anno
Marco FragniGame Design – 3º anno
Natalia De Biaso – Grafica e Comunicazione visiva- 2º anno
Angelica NiniGrafica e Comunicazione visiva- 2º anno

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Docenti Tutor:

Prof. Sante Simone
Prof.ssa Nunziastella Dileo

Studenti:

Jasmine Comune Habitat Design – 3º anno
Samia AsfouraHabitat Design – 1º anno
Luca CialenteHabitat Design – 1º anno
Veronica Vergari Grafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Leonardo ArestiGame Design – 3º anno
Chiara DogliaHabitat Design – 3º anno
Ilaria Maceroni – Habitat Design – 1º anno
Leonardo ClementeGame Design – 2º anno
Federica StavoloGrafica e Comunicazione visiva – 2º anno
Flavio Pastore StocchiGrafica e Comunicazione visiva – 3º anno
Marco Teglia – Game Design- 2º anno

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