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Lecture Series 2021 di Quasar – Glenda Galliano in Accademia il 22 Giugno

By Giugno 17, 2021No Comments

Glenda Galliano

Glenda Galliano, Game Producer per Stainless Games, sarà ospite della lecture dal titolo “Videogame Production” promossa dal Professor Claudio Pollina, Coordinatore del Corso di Laurea Triennale in Interaction Design indirizzo Game Design.

L’intervento consisterà in una breve – ma esaustiva – analisi della produzione dei prodotti videoludici, analizzando gli aspetti principali che caratterizzando la pipeline di produzone. Dall’ideazione alla pubblicazione, si analizzeranno le differenze tra vari prodotti videoludici e come queste possano ridefinire i ruoli coinvolti in ogni fase della produzione. Si parlerà inoltre delle metodologie che possono essere utilizzate, per capire cosa comporta nel dettaglio la gestione di team di grandezze differenti.

Chi è Glenda Galliano

Per l’occasione, questa volta abbiamo deciso di fare a Glenda Galliano qualche domanda, così da conoscere meglio la nostra ospite e capire cosa significa davvero lavorare nel settore videoludico.

Attualmente stai lavorando come Game Producer per uno sviluppatore inglese, ma qual è il percorso accademico/professionale che hai seguito per arrivare fino a qui? 

Ho studiato Media Design, un percorso proposto da molte Università. La vera differenza, però, è la curiosità che si porta in ogni corso di studi. Ho lavorato seguendo vari progetti e imparando da ogni esperienza aspetti diversi del percorso produttivo e, dove era possibile, approfondendo gli aspetti tecnici. Questa è la cosa più importante: capire il lavoro che c’è dietro ogni aspetto della produzione. Capire i termini, i tempi e le esigenze di ogni linea produttiva.

Nel corso di questi anni qual è stato il progetto che più ti ha coinvolta dal punto di vista professionale?

Sicuramente seguire le live ops e la progettazione di un prodotto, come quello di servizi offerto da una compagnia aerea, è stato impegnativo, ma mi ha permesso di imparare a gestire un team composto da varie personalità e trovare soluzioni ottimali per gli utenti. Tra utenti e gamer le esigenze sono simili. C’è sempre un’attenzione all’esperienza da fornire: questo è il mio obiettivo.

A proposito di gaming e differenza di genere, si sente spesso parlare delle difficoltà incontrate dalle donne nel settore. Dall’altro lato, lo scorso un rapporto di IDEA ha rivelato che le donne sono attualmente il 47% dei giocatori in Italia. E questo indica chiaramente che qualcosa sta cambiando. Cosa puoi dirci al riguardo, anche sulla base della tua esperienza?

Non ho mai pensato alla differenza di genere nel settore gaming come un problema relativo a chi fruisce del prodotto videogioco, quanto invece alla percezione della donna come fruitore. Sono cresciuta con un fratello maggiore che sicuramente mi ha permesso di accedere a questo mondo agevolmente. Alcuni aspetti che sono intrinsechi della nostra società si palesano in maniera più evidente nel settore videoludico ma – altresì – ho visto proprio nei videogiochi alcuni atteggiamenti che vorrei veder fuori dal monitor. Il concetto di inclusione, non solo femminile, è un processo che vede la necessità di un passo avanti ovunque. Nei videogiochi, per quella che è la mia esperienza, ho visto molta più inclusività di quella raccontata dai media. Certo è che sono sempre esperienze relative, quindi spero che l’aspetto sociale del ruolo della donna possa essere percepito in maniera coerente alla sua posizione lavorativa e che quelli che ora sono visti come limiti un giorno possano essere un valore aggiunto.

Infine, quale consiglio daresti ai nostri studenti per intraprendere al meglio questo percorso professionale?

Coerenza. Questa è la base di ogni percorso lavorativo, insieme alla curiosità e all’apertura a comprendere tutti gli aspetti di una produzione complessa come quella di un videogioco. E, come dice nonna: nessuna domanda è più inutile di quella non posta. Quindi domandate e comprendete quanto più potete. (Ovviamente senza sembrare stalker).