Interviste

From Quasar To Vilnius: intervista a Rachele, in Lituania con il programma Erasmus

By Dicembre 4, 2020Gennaio 18th, 2021No Comments

From Quasar To Vilnius: intervista a Rachele, in Lituania con il programma Erasmus

Una studentessa Quasar Institute for Advanced Design ci racconta la sua esperienza con il programma Erasmus e ai suoi compagni consiglia: partite, vi cambierà la vita!

Rachele D’Armini, classe 2001 è una studentessa di Quasar Institute for Advanced Design, iscritta al corso di Grafica e Comunicazione Visiva. Da fine settembre si trova in Lituania, a Vilnius, dove studierà fino a febbraio presso il Vilnius College of Design. Da quest’anno infatti, Quasar ha aperto le porte al mondo Erasmus, permettendo ai propri studenti di studiare all’estero: un’opportunità per espandere i propri orizzonti e fare un’esperienza indimenticabile.

Ciao Rachele, partire in Erasmus nell’epoca del Covid19 ci dice che sei una ragazza molto coraggiosa. Cosa significa, per te, partecipare al programma Erasmus?

A mio parere non centra niente il coraggio, è la voglia di fare e provare esperienze nuove che ti fa superare tutti gli ostacoli piccoli e grandi come può essere il Covid-19. Inoltre la mia famiglia mi ha sempre sostenuta ed incoraggiata a vivere questa esperienza, perché anche loro sanno che è importante per la mia crescita personale. Partecipare al programma Erasmus è come rinascere, perché si va alla scoperta di un paese nuovo, dove si scoprono nuove tradizioni, nuovi stili di vita. É se si resettasse la nostra vita per un periodo di tempo più o meno lungo, diciamo che si torna neonati ma da adulti. La nostra vita diventa un’avventura costante.

Hai trovato complicata la partecipazione al bando?

La partecipazione al bando è semplicissima: bisogna solamente compilare un modulo on line con semplici domande generali. Poi, parliamoci chiaro, se una cosa la si vuole veramente, nulla è complicato!

Perché hai scelto Vilnius come destinazione?

Ho scelto la capitale della Lituania perché è ancora una città poco conosciuta, e di cui si parla molto poco rispetto alle altre capitali europee. Non è una città enorme, perciò si gira benissimo a piedi, e girando si passa dalle case basse e antiche del centro storico (Senamiestis) alle moderne torri di uffici che si affacciano sul fiume Neris (Šnipiškės). Sembra quasi di vivere in due città allo stesso tempo. Ho preferito Vilnius alle altre destinazioni anche perché so che non sarebbe mai stata una meta da me scelta per un viaggio in famiglia o con amici, ma ora che sono qui la consiglio assolutamente. Ho scelto questa destinazione anche guardando le varie università e la VDK (Vilnius dizaino kolegija) mi sembrava la migliore.

Come sta andando? E che impatto pensi che questa esperienza avrà sul tuo percorso di studi e sulla tua vita?

Per ora sta andando tutto alla perfezione, nuovi amici, Università perfetta. Sicuramente dopo un programma Erasmus non torni lo stesso di prima, cresci in un modo particolare e speciale, perché vivendo circondato da persone di altre culture e paesi, che vedono le stesse tue cose ma in maniera differente, sei influenzata senza che tu te ne renda conto. Per quanto riguarda il mio percorso di studi penso che un’esperienza come questa possa solo essere un’aggiunta alla vita, perché studiare le stesse cose ma con un metodo differente e docenti differenti può aprirti la mente a nuove idee. E penso che in un futuro molto prossimo potrei pensare anche di sviluppare una tesi sul mio programma Erasmus.

Consiglieresti agli altri studenti Quasar di fare la stessa esperienza? E perché?

Assolutamente si, innanzitutto perché l’iscrizione è semplicissima, poi perché è un’esperienza che ti cambia e apre il tuo modo di pensare alla vita e alle persone di altri paesi. É come un panno per togliere la polvere: partecipando al programma Erasmus ti “spolveri” da tutti gli stereotipi e luoghi comuni su altri paesi e culture. È difficile spiegare e far capire cosa sto vivendo, perché le emozioni  sono davvero tante, nessuno riuscirà mai a mettersi nei miei panni. Quando torno potrò raccontare un’aneddoto o uno dei miei ricordi che potrà divertire i miei amici, ma non riuscirò mai a trasmettere veramente quello che ho provato in Erasmus. É un’esperienza che va vissuta sulla propria pelle!