
Questa la descrizione di Debeat It, il gioco da tavolo realizzato dagli studenti di Game Design come progetto d’esame collettivo.
Debeat It, il primo gioco da tavolo made in Quasar
Ispirato alle più tradizionali dinamiche di gioco, Debeat It coinvolge i partecipanti nella corsa al titolo di “Presidente del mondo”. I giocatori sono chiamati a portare a termine una campagna politica itinerante tra i vari Stati del tabellone, così da acquisire quanti più consensi possibili. E poter ricoprire la carica di Presidente.
Ogni singolo Stato ha un’identità politica variabile. All’inizio di ogni nuova partita, quindi, i giocatori sono chiamati ad estrarre le “Carte Stato” per definirne i caratteri politici. Potrebbe esserci uno stato progressista, ad esempio. Oppure uno conservatore, o uno particolarmente concentrato sul settore industriale. I candidati alla Presidenza sono allora chiamati ad avviare una campagna politica che risponda proprio alle esigenze di quello Stato in particolare.
L’intero gioco è poi animato dalle “Carte Imprevisto”, “che divertiranno i giocatori con una serie di colpi di scena, che talvolta porteranno ad un totale ribaltamento del risultato”. Al termine del gioco, il vincitore di Debeat It sarà il giocatore che avrà conquistato il maggior numero di Stati.
Un board game che riprende le dinamiche delle elezioni statunitensi, con una vena ironica che non guasta affatto. Non a caso, gli Stati di Debeat It hanno nomi divertenti e facili da ricordare: Lussenbruco, Grandinavia, Isole Salmone, Caramato e Kentuchski, per citarne alcuni.
Un progetto di: Ginevra Caridi, Patrizio De Stefano, Letizia Fabeni, Danilo Ferrara, Mirko Gregori, Jacopo Maria Iacolino, Matteo Lucarelli, Fabrizio Pasini, Simone Pauciullo, Alice Maria Timperi e Francesco Zoppi.