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“Contenti tutti, contento io”: la presentazione del libro al Quasar Institute il 9 novembre

By Novembre 3, 2021Novembre 6th, 2021No Comments

Contenti tutti contenti io

Il prossimo 9 Novembre, alle ore 18:00, il Quasar Institute ospiterà la presentazione di “Contenti tutti, contento io. Cosa dicono le neuroscienze, l’economia, i diritti umani e l’estetica sulla ricerca della felicità“. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Annulli Editori, è frutto del lavoro collettivo e sinergico di ben sette autori diversi: Gioia Di Cristofaro Longo, Filomena Gallo, Francesco Orzi, Gaia Orzi, Simone Quercia, Benedetto Todaro e Alessandro Zocchi.

Il libro è parte della collana “Spirali”, e affronta la questione umana della “ricerca della felicità” da prospettive diverse, seppur accomunate dalla “scienza”. Per l’occasione, in attesa dell’incontro con gli autori che sarà moderato da Paolo Casicci, abbiamo rivolto qualche domanda al Professor Todaro e al co-autore Professor Francesco Orzi per indagare al meglio la tematica trattata nel libro.

“Contenti tutti, contento io” affronta la tematica della “ricerca della felicità” da prospettive molto diverse tra loro, tutte accomunate dalla componente scientifica. Ma cosa si intende davvero per “ricerca della felicità”?

Prof. Benedetto Todaro: La ricerca della felicità non è altro che la tendenza intuitiva e velleitaria a trascendere i limiti imposti dall’esistenza.

E se potesse dare una definizione di “felicità”, quale sarebbe?

Prof. Benedetto Todaro: La mia personale definizione di “felicità” è “condizione soggettiva di piacere e di piena sintonia con la realtà”.

Neuroscienze, scienze economiche e sociali, filosofia del diritto, ed estetica: queste le discipline con cui si affronta la tematica della “ricerca della felicità” nel libro. In quale modo, nello specifico, la “scienza” può aiutarci a comprendere un tema complesso come quello della felicità?

Prof. Francesco Orzi: La felicità è un’esperienza eterogenea. Da una parte c’è il sentire “alto” associato, per esempio, al gusto di un’opera d’arte o al compiacimento per aver aiutato un amico; dall’altra c’è il piacere di soddisfare un’esigenza di base, come bere una limonata fresca in una torrida serata estiva. La realtà (non più teoria) evolutiva ci autorizza a considerare i due tipi di felicità come gli estremi di un continuum e ci autorizza, quindi, a riconoscere nelle emozioni di base aspetti riconducibili alla felicità “alta”.

Le emozioni positive hanno una loro fenomenologia, che include modificazioni viscerali e della mimica. Sono modificazioni stereotipate, presenti in molte specie inclusa la specie umana. Queste emozioni possono essere quindi riconosciute anche in animali e studiate in laboratorio.

La scienza utilizza questo approccio riduttivo, giustificato dall’evoluzione, per indagare in modelli animali i meccanismi neurobiologici che sottendono le emozioni positive. Su questa base, fatta di osservazioni ripetibili e confutabili, possiamo fare inferenze sui meccanismi che sottendono la felicità “alta”, tipicamente umana.